Marjane Satrapi, scrittrice e regista, è morta a Parigi all’età di 56 anni. È stata una persona che è riuscita a strappare una parte dell’esperienza iraniana dalle mani dello Stato, della guerra, della propaganda, dell’orientalismo (lo sguardo che vede l’Oriente dall’esterno, attraverso cliché fissi) e della nostalgia dell’esilio, e a trasformarla in una storia.
I suoi cari hanno descritto la sua morte come un lutto seguito alla scomparsa del marito. Questa informazione ha sollevato una domanda solitamente tralasciata nelle vite di chi lotta: cosa fa la persona politica, la persona in esilio, la persona che resiste, con l’amore, la solitudine, il contatto fisico, la perdita e la stanchezza?
